La stampa 3d è qui ma nessuno lo sa

Archimede Pitagorico dice "La genialità non sta nell'inventare una stampante 3d. Sta nell'inventarsi qualcosa di geniale da stampare"

Al giorno d’oggi ci sono parole inflazionate dal marketing e dire “stampante 3D“, o ancora peggio “penna 3D”, provoca pensieri confusi in molti. In aggiunta questo genere di prodotto spesso è nella categoria smanettoni e al negozio di ferramenta o bricolage non se ne vede traccia, lasciando tanti col pensiero che si ordini dalla Cina con problemi di istruzioni, sperando in futuro di trovarlo da Ikea con i suoi ideogrammi e la brugola

Alla normale utenza quotidiana, che usa la multifunzione in ufficio o a casa e che è conservata in una teca di vetro a temperatura costante per stare nella media, è stata sparata occasionalmente dalla grande distribuzione un paio di marchi. Il risultato è stato il passaggio da scaffale novità a occasioni al 50%, per poi svanire insieme agli spinner.

Esiste modo di entrare in contatto con la stampa 3D al di fuori dello scaffale del centro commerciale? Sì e sono gli eventi aperti al pubblico.

Gli eventi sul tema iniziano a vedersi più regolarmente, se si sa dove cercarli. Di recente a Torino nella Mini Maker Faire 2018 c’è stato modo di entrare in contatto sia con produttori che con appassionati. Il contatto di queste occasioni non si sa se si traduca in conversione di un utente titubante all’acquisto a un utente pronto all’acquisto, o perfino utente che scappa con la stampante a casa. Certamente vedere dal vivo sdogana la tematica e aumenta il livello di consapevolezza e convinzione.

La situazione è rosea nonostante tutto. In passato (solo 3 anni fa) era difficile trovare nella grande distribuzione una stampante, anche dal prezzo inaccessibile (però tutti a correre per l’ultimo cellulare col mega finanziamento), oppure i fascicoli in edicola, oppure eventi aperti al pubblico, oppure luoghi di collaborazione occasionale o aree con strumenti condivisi, come i Fablab. Oggi ci sono diversi canali video in internet italiani che permettono di comprendere al meglio la questione, insieme a diversi libri a scaffale sulla tematica, indirizzati ai non addetti ai lavori.

Dopo tutto questo spiegare la situazione, vediamo di chiarire qualche fondamento.

Com’è questo mondo e questo genere di prodotti?

La stampa 3d è un processo che permette di riprodurre fisicamente modelli 3d solidi (altri generi di modelli 3d sono detti Mesh o superfici aperte) con sistemi additivi di materiale (il sistema sottrattivo è tipico della fresatura a controllo numerico).

Le stampanti 3d hanno bisogno materiale per creare. Le spole di filamenti di plastica si trovano spesso in due declinazioni, ABS (particolare stirene come per le scocche di telecomandi e modellismo dinamico) e PLA (ammide di derivazione biologica da patate e mais e biodegradabile).

In parole povere è una pistola di colla calda che viene mossa come una testina di una stampante con aggiunta la profondità, creando così le 3 dimensioni.

Ci sono tante case produttrici che grazie a molti progetti Open Source hanno come base di sviluppo il sistema RAMPS e Arduino grazie al quale ha permesso una rapida ascesa, nonché riduzione di costi e sviluppo di tutte. In aggiunta alla meccanica e l’elettronica le istruzioni alle stampanti si sono allineate per molti all’uso del G-code come formato.

Ma le stampe come rendono?

A differenza di stampare una fotografia in cui molto del processo è automatizzato e una risma ha un costo e approvvigionamento irrisorio (si trovano ovunque ormai, dai negozi specializzati ai supermercati), stampare in 3d è una continua sperimentazione sia della tecnica di ottimizzazione che della ricerca del materiale perfetto.

La qualità della produzione di una stampante 3D è l’unione di diversi fattori, di cui i più importanti sono l’altezza degli strati di materiale (stampare a 0.1mm è “migliore” di 0.3mm solo per effetto finale, ma nel dettaglio lascio ad altre letture) e il modello stesso da realizzare (in base all’abilità di realizzare oggetti 3D al computer).

La resa finale può variare da molto grezzo a molto dettagliato, da pochi minuti a qualche giorno di stampa in base al volume e alla complessità del modello. Diciamo che un buon modellino tipo Warhammer può essere stampato in poco tempo (da 5 a 30 minuti in base al dettaglio) e un plastico 200x150x130mm molto pieno e dettagliato può invece sembrare metterci un’eternità (2 o 3 giorni). L’alternativa è fare lo stesso oggetto a mano con tempi forse maggiori e l’impossibilità di fare altro nello stesso arco temporale.

Alla fine a che punto è la stampa 3D?

In conclusione la stampa 3d c’è e sia il grande pubblico sia gli operatori sono titubanti all’acquisto e all’uso, ma molto sta cambiando.

Personalmente come genitore vedo tutte le applicazioni per saltare la filiera dei giocattoli (nonché la riparazione degli stessi), come Nerd vedo tutti gli accessori per i miei gadget e come utente quotidiano un ottimo strumento per produrre a costo ridotto tutti i ricambi per oggetti e soluzioni per la vita quotidiana.

Questo articolo è un aggiornamento al precedente apparso su Tecnoscimmiati.it e archiviato su Hai5Minuti

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